sabato 19 ottobre 2019

Giovane virgulto...

Ogni giorno faccio i conti con la mia ignoranza, perché a pensarci mi rendo conto di non sapere niente, non so se è per l'età che avanza che rende più difficile imparare o ricordare o perché in fondo quello che non so non mi serve per essere più felice, lo so che dovrei... dovrei conoscere la storia, la storia della città in cui vivo, o quella da cui provengo...i personaggi a cui le piazze o i parchi sono dedicati...dovrei conoscere meglio la geografia per sapere dove si trova esattamente uno stato o una città e con chi confina, almeno... so che ci sono guerre in corso... dovrei sapere un sacco di cose riguardo all'arte, alla letteratura, ai poeti, agli artisti o per lo meno imparare qualcosa delle opere che vedo e non fermarmi alla pura emozione... dovrei saperne di più di politica, economia, finanza...informatica, sistemi globali...dovrei conoscere bene almeno le funzioni del mio cellulare o del mio pc... invece so appena lo stretto indispensabile, lo strettissimo indispensabile per comunicare con il mondo. In quale campo io abbia acquisito una vera competenza è una domanda che mi pongo spesso, ma l'unica risposta che posso considerare valida me l'ha fornita il bimbo a cui da oltre un anno faccio da baby sitter. Quando ho cominciato ad occuparmene aveva meno di due anni ed era un piccolo tiranno che spadroneggiava nel regno in cui era costretto a vivere. Come un piccolo principino con tutte le serve ai suoi piedi, su cui poteva sputare, tirare oggetti, mordere ed abbandonarsi ad ogni genere di capriccio o disastro indisturbatamente. Pian piano, togliendolo dal contesto in cui poteva tiranneggiare, siamo diventati amici, abbiamo imparato a rispettare i ruoli, lui di bambino e io di educatrice, perché l'educazione ad un bambino così intelligente e vivo non può essere rimandata di un solo momento... Dopo oltre un anno che lo portavo in giro facendogli notare ogni cosa possibile, perché imparasse a vedere e rispettare quello che lo circonda... ecco, la coscienza umana che emerge, la bellissima coscienza umana in grado di stupire... "Tata..." mi ha detto, per poi aggiungere:  "No... te non ti chiamo tata.... Donnattea, guadda che bello quell'abeo!"
"Donatella, guarda che bello quell'albero!" Un bambino che vede me, e non la tata, che fa una distinzione fondamentale tra la persona e il ruolo ed è in grado di cogliere e condividere la bellezza... è l'unica indiretta competenza di successo che posso portare nel mondo.
Un bambino che distingue il ruolo dalla persona, può comprendere che una madre è una persona, che un divo o un presidente o un immigrato di colore è una persona innanzi tutto, vedere gli altri come persone, simili, è la base del rispetto.
So che c'è la guerra, grande, feroce, spietata... ma la consapevolezza di un bambino non può passare inosservata...


mercoledì 9 ottobre 2019

Il cammino di Santiago de Compostela...

E' tanto che non scrivo sul blog e le cose si accumulano...
Non sapevo da dove iniziare... troppa roba...la morte di mio fratello Lucio, subito dopo la festa con tutti i cugini di oltre Oceano, il salvifico trapianto di reni tra le mie due sorelle...l'incredibile viaggio in America con tutte quattro le sorelle... così alla fine non ho scritto nulla... come ora che mi trovo a voler parlare del cammino di Santiago de Compostela fatto insieme a loro a ad una mia figlia...ecco... anche adesso è troppa roba, perchè il cammino di Santiago...non è affatto sopravvalutato come credevo!
E' davvero tanta roba, ora tutta mescolata alla rinfusa nella testa e tutta che vuole uscire contemporaneamente, i pensieri sgomitano per avere la precedenza sulle immagini, le emozioni vogliono la precedenza sulle parole... io vorrei esprimere, condividere, raccontare, mostrare, rivivere quel lungo cammino nel sogno, nelle fiabe, nel cuore della natura, nell'anima del mondo, nell'energia pura, del singolo, del gruppo, dell'aria, del respiro, dei passi a ritmo del cuore... Spe... ricominciamo con ordine... potrei partire dalla A e finire alla Z... A come aereo, sempre emozionante, come arrivo e opss... l'imprevisto che ci farà cambiare piani e percorrere la prima tappa al contrario... tanto per farci riconoscere subito... “...Quelle Azzurre, le pellegrine sceme che vanno contromano...” A come amicizia, come Ado, che conosciamo alla stazione delle corriere; noi all'inizio del cammino e lui alla fine, vite che si incrociano, si stringono le mani e ripartono in direzioni opposte, arricchite l'una dell'altra e "Buon viaggio Principesse!" ...Ecco...e qui comincia il casino... perchè potrei saltare direttamente alla V, come Valentina, che viaggiava da sola, conosciuta all'ostello e che …“Mamma, l'ho trovata per strada, la posso tenere?” si è unita al nostro gruppetto famiglia per percorrere e condividere gli ultimi trionfali chilometri ...(in compagnia all'arrivo c'è più gusto)... e poi passerei alla T di Terence, il signore Inglese in cammino, che ogni volta che ci incontrava si accostava gentilmente al nostro tavolo, diceva cose che capivo a metà e ci cantava una canzone in Italiano... e G, come gatto, come gioco, quello che Terence ci ha insegnato, G come Germana... che camminando avanti a tutti vedeva i gatti validi per il punteggio del gioco del gatto... e lei a 30 punti mentre io a zero gatti... e... “Basta, adesso sto avanti io!” ma niente... i gatti stanno dietro... e io zero gatti fino alla fine... ma poi che dire della B! B come boscoincantato, come bellezzapura, come benessere, quelle B che ti fanno passare direttamente alla W! Al Wooooww! Wow qui! Woow là! E poi di nuovo alla G... “Guardate qui! Guardate lì...guardate là!” Gli eucalipti! Le felci! Che spettacolo! Che meraviglia! Il muschio! Che profumo! Che respiro balsamico! Wooow! Wooow! Strawooow! E tutti i pellegrini, lesti, lenti, anziani o in sovrappeso che arrancano, in silenzio o in preghiera, ci sorpassano alla grande mentre noi sparpagliate osserviamo ogni cosa e non c'è funghetto, ragnatela, muschio o lichene che non sia stato scrutato, fotografato o considerato... e poi C! Cantiamo! E Germana ci racconta dell'opera di Gluck, Orfeo ed Euridice, del 1762, la sua preferita, che sa a memoria e ce la fa cantare in coro... tanto piove... e allora... “Furie... noooo! Larve... noooo! Oombre sdegnoose... noooo!” E piove lungo tutto il cammino, e si ride, ci si diverte, e non si smette di scattare foto... contare gatti, chiacchierare... e per far tacere sei donne: “Ragazze, un minuto di preghiera per lo sponsor...” ecco... il silenzio... oro... un minuto. E P come pausa cibo, pausa pipì... piante di mais... “Come crescono bene da queste parti... concimate a caldo...” e “...Che fortuna i maschietti...” ma dov'ero rimasta? Alla D? Come “Dai che è tardi!” “Dai che si parte” “Dai che manca poco, dai che siamo quasi arrivate...” “Dai che si mangia!” O ero alla C?...Come Cibo! Buonissimo, abbondantissimo e patate fritte a pranzo e cena ma il fegato zitto e muto, tanto camminando si brucia tutto...perciò I! Come incredibile! Davvero Incredibile come il fisico sia una macchina perfetta se usata correttamente! Autorigenerante, autoregolante... e ancora I come insieme, perchè l'unione fa la forza e insieme ci siamo incitate e spronate nei momenti più duri...ma prima ci sarebbe la H, come “Hola chica!” scritto un po' dovunque, come Hotel, che un giorno è quello bello, quello di lusso e il giorno dopo quello che “...Vabbè, basta che ci siano i letti e il bagno...”H come l'hippy stagionato che ci ha ospitato sotto la sua veranda a mangiare pane salame e formaggio, con le casse per la musica sulle finestre che attirano i viandanti come il canto delle sirene... e Giulia che aveva paura che fosse un maniaco e... “Ma ci possiamo fidare? Ma sarà sicuro andare là...?” e poi ci abbiamo conosciuto anche l'Inglese con gli occhi a mandorla... ma torniamo alla E come essenzialità, prendere solo lo stretto indispensabile, il resto è solo peso...zavorra... E come eucalipti, boschi e boschi..."Ma non crescevano solo in Australia?"...E come elementi, elementari, la natura, il sole, la pioggia che ci ha accompagnato, ci ha benedette ed anche graziate... F come figlia, al posto del fratello, di Lucio, che non c'è più da due anni, ma che è sempre con noi, F di Melissa...vabbè...F di figlia Melissa, la mia, fortissima, divertentissima, tecnologicissima, che fa belle foto e ci indica la strada, che bello che ci sia stata anche lei, che ogni volta che diceva: “Zia...” in quattro le rispondevano “Zia chi?” M come il “Melissing”, il suo passo corto e veloce, adottato e consigliato a tutti per i tratti difficili... M come la sua medicina per l'asma che deve sempre stare in frigo ed è un problema... L come lontananza, lentezza, su per le salite... e giù per le discese che con il Melissing i nervi o i tendini delle gambe tirano meno... L come "Licia come stai?" che purtroppo anche con il raffreddore non può prendere medicine che stimolino il sistema immunitario... ma lei è inarrestabile ed imperterrita aiuta tutti in ogni modo possibile come se dovesse espiare il male del mondo o estirpare il male dal cuore del mondo ...N come “Noooo” ...come “Larve noooo! Furie Noooo!” come ogni no che diventa un noooo cantato... N come non facciamoci sorpassare anche dalle lumache per favore... N come ridere come Uahahahahaaaa! O come Oooohhhh che bello” Oohhh che meraviglia! P come pace assoluta... pace relativa... interrotta dalle nostre chiacchiere P come “Por que no hoy?”, perchè non oggi? Scritto sulle tazze... P come Pontedeume, una bellissima tappa con le barchette nel porticciolo... Q come qualunque posto va bene purché sia con voi, come "Qui dove siamo?" R come il ritmo dei passi, quelli di Nicoletta, come il ticchettio di un orologio, con le bacchette da montagna tic, tac, tic, tac, tic, tac... ritmo al quale non mi adatto, in mio è troppo variegato, spezzato, discontinuo e sulle bacchette inciampo e basta...via le bacchette!... S come le scarpe giuste che ho cercato per mesi e alla fine quelle giuste erano le scarpe di mia sorella... Grazie Germana che mi hai salvato i piedi!Tutto quello che viene da te funziona a meraviglia! T come... basta, l'alfabeto mi ha stufato! Torniamo alla gioia... che bello vedere la gente, il mio spettacolo preferito, bella quanto la cattedrale... arrivano stanchi morti e si buttano per terra felici, ridono, poi saltano, si fanno foto, selfie, si abbracciano, dormono in mezzo alla piazza, si levano le scarpe, lanciano gli zaini e si abbandonano alla gioia pura, al trionfo, all'arrivo...ovunque credano di essere arrivati... la gioia è l'unica vera meta...
Che viaggio nel sogno! Noi non saremo state le più leste ma certamente ci siamo godute tutto il cammino e le vesciche... boh, di solito non si sognano le vesciche così non le abbiamo proprio viste!   















































domenica 12 maggio 2019

Auguri mamme... ne avete bisogno... ;-D



Oggi è la festa della mamma, perciò in qualità di trismamma mi sento in diritto e dovere di dire qualcosa ...ad ogni donna che ha messo al mondo nuove creature.
I bambini sono piccoli, sono teneri e coccolosi, li puoi ingannare ma non sono stupidi, sono come spugne, assorbono tutto quello che possono poi elaborare per comprendere come funziona il mondo, in ogni istante si confrontano con ciò che li circonda, con la gente, con il comportamento, con la vita sociale, con gli adulti, con i loro simili... non sono semplicemente personcine da tenere buone mentre gli adulti fanno le loro cose, sono i futuri adulti che in ogni istante imparano come funziona la vita. Perciò ogni momento è buono per educarli e non si può rimandare a quando “saranno più grandi”...perchè ora è piccolo... ha solo due anni... ha solo tre anni... è solo un bambino... No!
Quelli che adesso sono piccoli tiranni nel loro regno perchè gli adulti cedono ad ogni loro capriccio soddisfacendo ogni minimo desiderio senza regole, un giorno saranno i bulli che credono di poter fare qualsiasi cosa impunemente, saranno quelli che sputano in faccia ai professori e che non hanno rispetto per nessuno o peggio, saranno i delinquenti che si prenderanno quello che vogliono credendo di averne tutti i diritti. E' proprio quando sono piccoli che si deve intervenire, sui loro pensieri, sulle loro credenze, non devono nemmeno pensare di poter fare o avere tutto ciò che vogliono, perchè già quel pensiero sarà fonte di rabbia frustrazione e violenza dal momento che non verrà soddisfatto... i bambini che mordono, che tirano oggetti agli altri o che alzano le mani hanno già capito male come funziona la vita con gli altri, ma non è certo colpa loro. E' responsabilità degli adulti far avere loro i messaggi “giusti”, ed è fondamentale quel periodo in cui l'adulto può avere il pieno controllo sulla vita del bambino,  perciò lasciatemi "lanciare un appello"...
Mamme, non astenetevi dall'educarlo, dal riprenderlo, dal fargli capire cosa può e cosa non può... se lo prendete per un orecchio non è violenza sui minori, non gli si stacca l'orecchio, semplicemente imparerà che se tira pur di averla vinta lui si farà del male da solo...e fidatevi, non lo farà...ma non mollatelo finchè non smette di tirare!  
Auguroni a tutte le mammine!


sabato 5 maggio 2018

Meditazione creativa

...E poi un giorno ho smesso di dipingere ed ho cominciato a cucire, ed ho scoperto che fare borse mi viene facile! E' come giocare a scacchi, un gioco lento in cui si devono prevedere le mosse. 
Un gioco di meditazione creativa...

Parto sempre dal recupero di pezzi di vecchie borse, se posso, tengo una tasca, una cerniera, ganci ed anelli metallici e tutto quello che posso riciclare da una vecchia borsa che va al macero...
In questo caso non volevo buttare una tasca di tela e quel pregevole decoro di stoffa, sicché li ho ritagliati e cuciti su una striscia di eco-pelle...tanto per sperimentare un nuovo materiale...


..ed aggiunto pezzi dove ne mancavano...
Così ho creato il dritto della nuova borsa con una bella tascona davanti...

Gli ho dato spessore con dalla tela ai bordi...
 e poi ho preparato gli accessori della fodera...la taschina con cerniera recuperata non ricordo da cosa.. ho cucito il porta cellulare e porta occhiali per avere tutto sotto mano...ed anche il "porta bottiglie" per evitare che la bottiglietta dell'acqua rotoli in giro. Ho pensato di usare della stoffa chiara per vedere le cose che finiscono sul fondo e che spesso spariscono "nel nero"..
Non avendo mai fatto una scuola o un corso di taglio e cucito, diciamo che faccio ancora prodotti un po' "cialtroni"...non so fare un progetto o tagliare la stoffa, né so che tipo di cuciture sto facendo... faccio le cose un po' ad occhio...e dove serve poi aggiusto la mira...

ma intuitivamente me la cavo... anche se nel cucire la fodera alla borsa ho avuto qualche difficoltà, nell'aggiustare le misure... o spesso mi si spezza un ago cucendo cose troppo grosse...

ma mi piace molto sperimentare nuovi mezzi ... crearmi nuove sfide...e imparare anche sbagliando

E con una cerniera che chiude tutto ho quasi concluso, ora non mi resta che fare i manici...

...magari domani, che ora è tardi! ;-D